STRUTTURA DI ACCOGLIENZA PER DONNE "CASA di BETLEMME"

 

PREMESSA
Casa di Betlemme è un centro di accoglienza per donne sole o con bambini, italiane e straniere, che vivono in situazione di disagio e di Equipe educativaemarginazione. Il progetto è gestito dai Padri Somaschi i quali hanno una pluriennale ed importante esperienza in tale settore e con i quali la Fondazione ha stipulato una convenzione.

CHI ACCOGLIE
Casa di Betlemme si rivolge a donne - straniere o italiane, sole o con figli - in situazione di disagio sociale, abitativo o costrette ad allontanarsi da un contesto famigliare problematico che impedisce lo svolgimento di una vita normale e dignitosa. Alla donna si richiede la capacità di occuparsi, ove necessita, del proprio figlio e non è prevista tutela ed assistenza per minori non accompagnati dalla madre.

OBIETTIVI GENERALI
L’obiettivo è di essere d’aiuto a quelle donne che hanno difficoltà nel creare una famiglia o che hanno maternità problematiche per motivi di salute o per motivi economici, psicologici e affettivi, sia personali sia in relazione al partner, ai figli o ai familiari.
Casa di Betlemme intende promuovere e condividere un cambiamento interiore attraverso la ricerca della vera identità della persona accolta (ferita negli affetti, nella dignità e nell’anima e, per questo, bisognosa di sostegno) e la ricerca di una rinnovata capacità di relazione nei confronti degli altri, valorizzando la persona ed accompagnandola, passo dopo passo, verso una migliore (maggiore) autostima, fiducia in se stessa e nel mondo ed autonomia di vita.
La casa si prefigge lo scopo di accogliere la donna sola che necessiti di un percorso di reinserimento sociale o la madre con minore/i a carico temporaneamente impossibilitata a garantirne il mantenimento e l’educazione e che richieda un percorso di rielaborazione del proprio ruolo genitoriale insieme all’acquisizione di una sufficiente autonomia.

OBIETTIVI SPECIFICI

A breve termine
Dare una risposta immediata ad una situazione di emergenza:
- ottenere alloggio e protezione;
- sentirsi accettate e non stigmatizzate in relazione ai propri problemi;
Riflettere sulla propria persona:
- essere affiancate da educatori e personale qualificato per rielaborare la propria situazione;
- valorizzare le risorse interne e i desideri alla luce delle proprie potenzialità.

A medio termine
Verificare il progetto migratorio:
- essere informata sulla legislazione vigente sia in relazione ai diritti che ai doveri;
- essere informata delle risorse disponibili sul territorio e saper interagire con i servizi sociali;
- costruire, con le figure di riferimento, un percorso educativo verso la piena autonomia.
Affrontare in modo costruttivo i problemi che hanno generato lo stato di bisogno:
- elaborare i vissuti personali e della famiglia;
- prendere coscienza delle proprie capacità;
- sviluppare le potenzialità con l'aiuto dell'educatore;
- sperimentare attività lavorative compatibili, nel caso, con la cura dei figli.

A lungo termine
Ricerca di una soluzione all'esterno della Casa che permetta l'autonomia:
- ricongiungimento famigliare;
- alloggio in affitto;
- creare una rete amicale di sostegno;
- possibilità  lavorativa  remunerativa che permetta il sostentamento personale e dei figli.

AUTO-AIUTO
Vengono programmati incontri di condivisione e di confronto in cui ciascuno con l’intervento, almeno iniziale, di un facilitatore che favorisca lo scambio costruttivo di esperienze e l’elaborazione collettiva dei vissuti propri e degli altri, sempre nel rispetto della sensibilità e della volontà dell'altro, possa dar voce alle proprie esperienze personali e al proprio vissuto. Ciò nella convinzione di quanto gli scambi interpersonali possano creare un clima di comprensione e di supporto dal quale può nascere un diverso modo di viversi e di vivere gli altri, stimolando la crescita interiore personale.

RETE DI SERVIZI
Casa di Betlemme vuole essere un servizio di rete sul territorio. In questa ottica si rende disponibile a creare sinergie con istituzioni, associazioni, consultori, parrocchie e gruppi di volontariato.
Il motivo è funzionale e soprattutto umano perché, riprendendo le parole del Cardinal Martini, “La gioia che avremo dalla ricerca del contatto con i bisogni umani, aprirà in tutti noi aspetti umani e insospettati. (…) Esploderà non solo nelle persone direttamente coinvolte, ma anche in chi saltuariamente sarà vicino a noi e spingerà alla ricerca di soluzioni per aiutare molto più che economicamente le persone che soffrono.”